Arriva per i clienti domestici con servizio di maggior tutela la tariffa bioraria obbligatoria. Dall'inizio di quest'anno, i clienti del mercato tutelato non pagano più un prezzo unico per l'energia che consumano, ma il prezzo dell'energia elettrica varia a seconda dell'ora e del giorno in cui la si consuma, in modo da rispecchiare il prezzo dell'energia elettrica così come viene contrattata sul mercato.
I clienti sul mercato libero possono, invece, decidere di aderire ad offerte con tariffa monoraria.
Per le tariffe biorarie, il prezzo dell'energia elettrica sarà distinto in:
Fascia F1 - ore di punta;
Fascia F23 - comprende ore intermedie e ore fuori punta (somma delle ore F2 e F3).
I clienti sul mercato libero possono, invece, decidere di aderire ad offerte con tariffa monoraria.
Per le tariffe biorarie, il prezzo dell'energia elettrica sarà distinto in:
Fascia F1 - ore di punta;
Fascia F23 - comprende ore intermedie e ore fuori punta (somma delle ore F2 e F3).
Nella fascia oraria F1 l'energia elettrica costa di più, perché nelle ore centrali della giornata, quando la richiesta è alta, il prezzo aumenta. Viceversa, per la fascia F2 e la fascia F3, quando c'è poca richiesta di elettricità (la sera, la mattina presto, la notte e i festivi) il prezzo è più basso.
Cambiare i comportamenti di consumo
Il passaggio alla tariffa bioraria è un'occasione per modificare le proprie abitudini in casa e spostare i consumi elettrici verso gli orari meno costosi, con vantaggi a beneficio del singolo consumatore (risparmio in bolletta) e per l'intera collettività (abbassamento del carico di punta e diminuzione delle ore di fuzionamento degli impianti di generazione più inquinanti).
Oltre alle bollette, esiste un altro modo per ottenere facilmente un dettaglio della ripartizione dei consumi nelle diverse fasce orarie. Il contatore elettronico riporta, in qualsiasi istante, le voci:
A+ = Totalizzatore energia attiva assorbita in kWh;
A+(T1) = Totalizzatore energia attiva assorbita in fascia tariffaria (T1) in kWh;
A+(T2) = Totalizzatore energia attiva assorbita in fascia tariffaria (T2) in kWh;
A+(T3) = Totalizzatore energia attiva assorbita in fascia tariffaria (T3) in kWh.
Per il calcolo della quota di consumo nelle rispettive fasce basta, dunque, una semplice divisione con il valore di A+ al denominatore.
Nel portale "Consumatori" del dell'AEEG, si afferma che la media delle famiglie italiane già ripartisce i suoi consumi per i due terzi nei momenti più convenienti (Fascia F23) e che, superando la soglia del 66%, la tariffazione bioraria apporta dei benefici economici, in termini di alleggerimento della bolletta.
Cambiare i comportamenti di consumo
Il passaggio alla tariffa bioraria è un'occasione per modificare le proprie abitudini in casa e spostare i consumi elettrici verso gli orari meno costosi, con vantaggi a beneficio del singolo consumatore (risparmio in bolletta) e per l'intera collettività (abbassamento del carico di punta e diminuzione delle ore di fuzionamento degli impianti di generazione più inquinanti).
Oltre alle bollette, esiste un altro modo per ottenere facilmente un dettaglio della ripartizione dei consumi nelle diverse fasce orarie. Il contatore elettronico riporta, in qualsiasi istante, le voci:
A+ = Totalizzatore energia attiva assorbita in kWh;
A+(T1) = Totalizzatore energia attiva assorbita in fascia tariffaria (T1) in kWh;
A+(T2) = Totalizzatore energia attiva assorbita in fascia tariffaria (T2) in kWh;
A+(T3) = Totalizzatore energia attiva assorbita in fascia tariffaria (T3) in kWh.
Per il calcolo della quota di consumo nelle rispettive fasce basta, dunque, una semplice divisione con il valore di A+ al denominatore.
Nel portale "Consumatori" del dell'AEEG, si afferma che la media delle famiglie italiane già ripartisce i suoi consumi per i due terzi nei momenti più convenienti (Fascia F23) e che, superando la soglia del 66%, la tariffazione bioraria apporta dei benefici economici, in termini di alleggerimento della bolletta.
1 commento:
Credo che uno dei problemi maggiori in Italia sia l'inerzia degli utenti finali. Questi infatti spesso non sono a conoscenza in maniera informata delle opportunità delle liberalizzazioni, ma ancor peggio considerano lo switch ad un altro operatore come una fonte di guai più che di vantaggi: su questo punto non posso essere del tutto in disaccordo, perchè da utente privato ho provato cosa vuol dire cambiare gestore telefonico (e tutte le pene che ne sono derivate), ma ho sentito anche di storie aberranti sui promotori porta a porta. Di contro cambiando gestore per l'energia elettrica il passaggio è stato praticamente indolore, anzi impercepibile, ma ho tremato fino alla prima bolletta!
Quindi oltre a rendere il mercato più concorrenziale dal punto di vista dei regolamenti, le istituzioni dovrebbero impegnarsi a rendere più edotto (anche attraverso l'insegnamento scolastico) l'utente e inoltre assicurarsi che quest'ultimo non si senta impotente nei confronti dei grandi fornitori.
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