giovedì 12 gennaio 2012

Morte di un docente universitario iraniano

Il trentaduenne docente dell'Università di Teheran, prof. Mustafa Ahmadi Roshan, è rimasto vittima di un attentato assieme al suo autista, Reza Oashgai. Una bomba magnetica è stata piazzata sulla sua macchina ieri, 11 gennaio 2012, da motociclisti ignoti, datisi alla fuga.

Roshan non è il primo scienziato iraniano ucciso. Anche lui lavorava al programma nucleare del suo paese, avendo un ruolo di supervisore presso un dipartimento del sito di arricchimento dell'uranio di Namanz, nella provincia di Isfahan. Il 12 gennaio 2010,
era stato assasinato Masoud Ali Mohammadi, fisico dell' Università di Teheran, come Daryoush Rezaei, che ha subìto la stessa sorte il 23 luglio 2011. Avvolta nel mistero, invece, la scomparsa, dal gennaio 2007, dell'ingegnere elettrico Ardeshir Hosseipour, che insegnava all'Università di Isfahan ed era impegnato anch'egli nel programma nazionale per l'energia nucleare. Il caso Mohammadi ha portato alla condanna a morte di un cittadino iraniano, che ha confessato di aver operato nell'interesse dell'agenzia spionistica israeliana Mossad.

Le autorità iraniane, anche per quest'ultimo attentato, ritengono responsabili gli Stati Uniti e Israele. Per il primo vice presidente Mohammad Reza Rahimi, si è trattato di un atto terroristico compiuto da una delle due principali potenze contrarie alla prosecuzione delle attività per l'arricchimento dell'uranio in Iran. Per il vicegovernatore della provincia di Teheran, Safar Ali Baratloo, Israele starebbe tentando di creare un clima di insicurezza alla vigilia delle elezioni parlamentari previste per il 2 marzo 2011.

Da Washington, il portavoce del Consiglio di sicurezza statunitense nega ogni responsabilità sulla vicenda e condanna ogni atto di violenza.

La reazione di Israele è apparsa più criptica. Yoav Mordechai, portavoce dell'esercito, ha scritto sulla sua pagina Facebook di non sapere chi si è vendicato dello scienziato iraniano, ma di non aver versato lacrime per la sua uccisione.

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