Questi primi giorni dell'anno sono ricchi di avvenimenti per ENI, sotto vari punti di vista. Cominciamo con quello più intrigante.
La questione iraniana
Ci sono stati momenti di apprensione quando, nei giorni scorsi, la compagnia di Stato NIOC aveva "distrattamente" dimenticato di essere debitrice per un ammontare di 2 Mld di $ nei confronti della società italiana in relazione alle attività petrolifere svolte sul suolo iraniano fra il 2001 e il 2009. A quanto pare questo accorciamento della memoria sarebbe dovuto alla rabbia derivante dalle misure in studio in EU per ridurre a zero l'importazione di greggio dall'Iran.
Sia il Primo Ministro Monti sia l'AD Scaroni si sono dimostrati disponibili a privarsi del petrolio iraniano, purchè tale misura risulti graduale e non comprometta il recupero del suddetto credito, dato che secondo il contratto di buyback verrebbe estinto in natura, mediante forniture di petrolio.
Quindi questa distrazione ha fatto subito paura ad ENI: tuttavia in giornata, a detta dell'agenzia Reuter, il manager capo della divisione Affari internazionali della Nioc avrebbe informato mediante l'agenzia iraniana Mehr di ricordarsi di avere contratto il debito con ENI, e che intende ripagare tutto in petrolio come previsto.
Vista la volatilità con cui l'Iran sembra cambiare idea nelle ultime 3 settimana l'attenzione rimane comunque alta.
Nuovi giacimenti
Su questo fronte niente preoccupazioni per ENI, anzi, si hanno buone notizie. Si rafforza infatti la posizione dell'azienda italiana nel mar del Nord in seguito alla scoperta di un nuovo giacimento nel Barents (a 200 km dalla costa norvegese). Il pozzo, nominato Haves, è controllato per il 30% dall'ENI e andrebbe ad affiancarsi ai pozzi Goliath e Skrugard, facendo del gruppo italiano un player dominante in questa area.
Snam rete gas
(In questo periodo si sente da più fonti l'esigenza di rendere più efficiente il sistema Paese passando attraverso processi di liberalizzazione in vari campi: in tale ambito non poteva essere ignorato il dualismo ENI-Snam rete gas. Ebbene da una recente intervista del sottosegretario alla Presidenza dl Consiglio, Antonio Catricalà, andata in onda nel programma Porta a porta proprio ieri sera (9 gennaio 2012), si evince come questa circostanza non sembri essere una priorità del Governo. Quindi si potrebbe dire che anche in questo campo ENI l'ha "scampata bella", anche se a detta dell'AD Paolo Scaroni quello della Snam rete gas è un falso problema, perchè non pregiudica in nessuna maniera il prezzo del gas. Sta di fatto che in Italia il prezzo all'ingrosso del gas è in media 9 €/MWh superiore rispetto ai mercati del Nord Europa (si parla di un 20-25% di maggiorazione), e il sospetto è almeno legittimo. )
Fra parentesi è scritto quanto riportato da varie fonti nel "lontano" 10 gennaio: ma alla data odierna (20 gennaio) è ormai certo l'inserimento nel DL sulle liberalizzazioni della norma che prevede la separazione della rete SNAM da ENI
http://www.quotidianoenergia.it/n.php?id=59304
2 commenti:
Purtroppo quando si tratta con paesi come l'Iran si deve tenere in conto della possibilità dell'insorgere di questi imprevisti. Comunque, sebbene in questo caso sia più il paese medio orientale ad avere il coltello dalla parte del manico, penso che sia nell'interesse di entrambi non crearsi nuovi nemici.
A me quello che preoccupa di più non è il trovarsi nuovi nemici alle porte, ma l'instaurarsi di nuove amicizie al di fuori di esse: immagina per un momento se l'Iran diventasse MOLTO amica della Cina...immagina una collaborazione stretta, alimentata dall'embargo occidentale che Pechino non seguirebbe e approverebbe...Si potrebbe formare nuovamente un mondo diviso in blocchi, qualora gli interessi cambino profondamente. E immagina a quel punto se l'Iran vendesse petrolio in yuan... Certo questo significherebbe per la Cina quantomeno vedere perso tutto il debito USA che ha nel suo portafoglio, e sembra più un'ipotesi da fantapolitica che altro, ma la geopolitica è sempre una fucina di sorprese! E di fronte a uno stravolgimento del genere quali sono le popolazioni più esposte, se non quelle agiate e pasciute dell'occidente!?
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