Ormai quando si parla di calcio non si può fare a meno di pensare agli scandali giudiziari e sportivi, agli stipendi esagerati, alle polemiche arbitrali e roba simile: in questo scenario, però, si legge finalmente qualcosa che riporta un pò il sorriso sulle labbra e può sedurre anche chi di calcio non si interessa granchè.
La prossima edizione dei mondiali di calcio, che si terrà in terra brasiliana nell'estate 2014 (almeno per noi), sarà all'insegna dell'ambiente (o meglio dell'uso razionale dell'energia e della tecnologia).
http://it.notizie.yahoo.com/video/sport-1300270/calcio-il-brasile-prepara-il-mondiale-piu-ecologico-di-sempre-27657608.html
Da quanto si deduce dal video sono due gli argomenti che principalmente mi hanno colpito: il primo è
che la "direzione lavori" brasiliana sta mettendo in campo strategie costruttive mirate alla riduzione dell'impatto ambientale dei futuri impianti sportivi. Cosa molto notevole è la scelta di materiale in loco, che riduce enormemente le emissioni derivanti dal trasporto. Altro aspetto importante (ma ancora non realizzato) è l'installazione di pannelli fotovoltaici sulle coperture dello stadio di Belo Horizonte. Questo impegno (e questi costi) sono di cruciale importanza in un paese che si appresta ad avere un ruolo primario nello scacchiere mondiale: difatti è indubbio che la sensibilità sociale e civile debba essere formata, e forse ha più effeto un evento sportivo di grande risonanza che una qualsiasi riunione di tecnici o politici che denunci le possibili conseguenze dell'agire umano sui delicati equilibri del pianeta.Inoltre prevedere un sistema di produzione con tecnologie verdi in una zona densamente abitata presenta almeno due vantaggi: il primo è quello di sfruttare una superficie altrimenti non sfruttabile, come la copertura di un qualsiasi edificio pubblico; la seconda è quello di produrre in loco: così come per i materiali da costruzione, evitare il trasporto di lavoro elettrico significa risparmiarne una quantità (di certo rimangono i problemi di interconnessione e gestione del lavoro elettrico immesso in rete, ma questo non può che contribuire alla creazione di smart grid, sentita come necessità).
Il secondo fatto che interessa è che anche la FIFA emette protocolli circa l'impatto ambientale che deve avere una propria manifestazione. Va da se che intorno al gioco calcio, e alla sua pratica, nasce tutto un "indotto" che non può che migliorare la qualità della società (si pensi ai bambini che vengono salvati dalla strada e avviati alla carriera calcistica - sperando che non vengano travolti da questa), ma di certo non si può dire della FIFA che è un ente internazionale che persegue politiche energetiche. Quindi questa attenzione non può che offrire uno spunto di riflessione ulteriore a tutti quelli che guarderanno e parteciperanno ai mondiali di calcio: come detto la coscienza civile va costruita, ed ogni strumento può risultare vincente.
Non ci resta quindi che attendere con trepidazione la karmesse calcistica: io personalmente tiferò per lo sport, ma anche per una maggior coscienza della questione energetico/naturale.
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